Cari amici, con soddisfazione ed anche con una certa vertigine vi penso, tutti, così vicini, nonostante siate inquilini praticamente d’ogni spicchio del mondo. E mentre mi appresto a rivolgervi questo saluto, dalla mia casa virtuale preferita (quella della fondazione che porta il nome del mio compagno per la vita, del vostro amico per la vita), rifletto sul fatto che la primavera, che in queste ore si celebra alle mie latitudini, sia altro se non l’opposto, e viceversa, nell’altro emisfero.