Progetti NEET: le iniziative di Andrea Bocelli Foundation

Progetti NEET: le iniziative di Andrea Bocelli Foundation

Nonostante deboli segnali di miglioramento, il fenomeno dei NEET (Not in Employment, Education or Training) continua a essere una delle sfide dei nostri tempi.

Secondo le statistiche Eurostat, nel 2024 nell’UE l’11% dei giovani tra i 15 e i 29 anni non era né occupato né impegnato in studi o formazioni. Percentuale che in Italia ha raggiunto il 15,2%, con punte ancora più alte nel Mezzogiorno e tra le ragazze.


In questo articolo analizzeremo nel dettaglio questo fenomeno sociale e vedremo quali sono le iniziative portate avantida Andrea Bocelli Foundation per offrire ai giovani percorsi di crescita personale e professionale, trasformando l’inattività in partecipazione attiva al mondo del lavoro e della formazione.

I progetti di ABF pensati per giovani che non studiano e non lavorano

ABF sviluppa programmi che mettono in contatto scuola, formazione e contesti di orientamento pubblico, combinando accompagnamento educativo, potenziamento delle competenze trasversali e rafforzamento del benessere personale.

Questi interventi sono progettati per rispondere in modo diretto e concreto alle difficoltà vissute dai giovani, che spesso si trovano a fronteggiare sfide complesse legate alla disoccupazione, alla mancanza di accesso a opportunità educative e alla difficoltà di entrare nel mondo del lavoro.

Le iniziative promosse da Andrea Bocelli Foundation mirano a costruire una rete di supporto che vada oltre l’aspetto puramente educativo, focalizzandosi anche sulla crescita personale e sulla valorizzazione del potenziale individuale.

Nello specifico ABF promuove:

  • ABF Globalab, il programma di orientamento scolastico, personale e professionale rivolto a giovani 16-25 anni, che include percorsi di mentoring, workshop, laboratori e attività creative per accompagnare i giovani nella costruzione del proprio progetto di vita. Il programma ABF Globalab ha in sé 7 progettualità, di cui una, ABF Talent4Work, specifica per i NEET;
  • ABF Talent4Work, il progetto inserito all’interno di ABF Globalab, che lavora sull’emersione e sul riconoscimento delle competenze trasversali, in particolare di quelle socio-emotive, con l’obiettivo di rafforzare l’autoconsapevolezza e l’autonomia dei giovani per orientarsi verso i servizi o le realtà professionali più affini ai loro interessi.

Vediamoli nel dettaglio.

ABF Globalab: un programma di orientamento per i giovani

Nato nel 2021, ABF Globalab è un programma innovativo dedicato all’orientamento scolastico, professionale e personale dei giovani dai 16 ai 25 anni.

Tenendo presente il Goal n.4 dell’Agenda 2030Assicurare un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti”, attraverso ABF Globalab Andrea Bocelli Foundation intende agire sul target dei giovani 16-25 anni attraverso progetti di orientamento vocazionale che mirino, in allineamento con il punto 4.4, ad “aumentare sostanzialmente il numero di giovani e adulti che abbiano le competenze necessarie, incluse le competenze tecniche e professionali, per l’occupazione, per lavori dignitosi e per la capacità imprenditoriale”.

A seguito della ristrutturazione della nuova ala del complesso di San Firenze, sede della Fondazione, il programma ABF Globalab si è evoluto da una dimensione esclusivamente progettuale a una realtà anche fisica e operativa.

Il percorso, infatti, si svolge proprio all’interno di questi spazi e prevede un’ampia gamma di attività, dai laboratori creativi ai contest di idee, dal mentoring individuale agli incontri con aziende e professionisti.

Il cuore del metodo è un approccio attivo, partecipativo e flessibile che integra strumenti come il design thinking, il game-based learning e il life design. Grazie a una progettazione dal basso e a un sistema di monitoraggio delle competenze, ABF Globalab accompagna i ragazzi nella scoperta del proprio potenziale, aiutandoli a costruire scelte consapevoli e future sostenibili.

Uno degli elementi distintivi del Globalab è il forte focus sul benessere socio-emotivo come leva centrale per la riattivazione dei giovani NEET. ABF lavora per creare contesti educativi sicuri, accoglienti e motivanti, in cui ogni ragazzo e ragazza possa riconoscersi, sviluppare consapevolezza di sé e delle proprie risorse, ritrovare fiducia e costruire un rapporto positivo con il futuro.

 Il supporto di un team multidisciplinare – composto da educatori, pedagogisti, psicologi e orientatori – garantisce un accompagnamento personalizzato, attento non solo alla crescita professionale ma anche al benessere emotivo, relazionale e psicologico della persona.

ABF Talent4Work: il progetto di ABF Globalab che si occupa dei NEET

All’interno di ABF Globalab si inserisce ABF Talent4Work, un progetto specifico che si concentra sull’emersione e valorizzazione delle competenze (in particolare quelle trasversali e socio-emotive) per rafforzare l’autoefficacia, la consapevolezza e l’autonomia dei giovani nella costruzione del proprio percorso professionale.

Talent4Work non si occupa direttamente del matching con le aziende né ha partnership formali con i Centri per l’Impiego. Il suo obiettivo è accompagnare i giovani nella fase pre-mondo del lavoro, rendendoli autonomi nell’orientarsi e nel prendere contatto con i servizi, le opportunità o le realtà professionali di loro interesse.

Durante le giornate formative di Talent4Work, i ragazzi lavorano insieme a educatori e orientatori ABF su attività concrete, come:

  • Narrare in maniera efficace i propri punti di forza e trasformare i limiti in risorse;
  • Prepararsi a un colloquio di lavoro e affrontarlo con consapevolezza;
  • Redigere un curriculum vitae efficace e coerente;
  • Curare la propria identità digitale;
  • Rispondere con autenticità alla domanda “mi parli di lei?”;
  • Riconoscere, valorizzare e raccontare le proprie competenze;
  • Orientarsi nel mondo delle professioni e delle opportunità formative e lavorative in Italia e all’estero.

Dalla fase post-pandemica in avanti, la Fondazione ha investito molto anche nella cura delle competenze relazionali, essenziali per riattivare il dialogo, la fiducia e il benessere personale.

Oggi, questo lavoro si evolve verso un focus sempre più marcato sul pensiero critico e sulla consapevolezza attiva. I giovani vengono accompagnati a riconoscere che, grazie a strumenti digitali e competenze socio-emotive solide, possono non solo trovare un lavoro, ma cercare consapevolmente ciò che davvero vogliono fare, allineando obiettivi personali e opportunità professionali.

Questo approccio rappresenta una risposta diretta al fenomeno del “quiet quitting”, cioè il disimpegno silenzioso dal lavoro, emerso in particolare tra le nuove generazioni in cerca di senso, equilibrio e qualità della vita professionale.

Cosa si intende con il termine NEET?

L’acronimo NEET (Not in Employment, Education or Training) si riferisce ai giovani che non sono occupati, non frequentano corsi di istruzione e non partecipano a percorsi di formazione.

In Italia il fenomeno riguarda in modo particolare le ragazze (20,5 %), i residenti nel Mezzogiorno (27,9 %), i giovani stranieri (28,8 %) e chi ha un livello di istruzione medio-basso (circa 20 % tra chi ha al massimo la licenza media, 14 % tra i laureati).

Secondo l’Osservatorio Look4ward dell’Università Luiss, si possono individuare 5 profili ricorrenti di NEET:

  1. I giovani dell’abbandono (15-19 anni, prevalenza maschile, uscita precoce dalla scuola);
  2. Le giovani mamme (25-29 anni, inattive per cura familiare);
  3. Le giovani potenziali (20-24 anni, lavori saltuari, rischio inattività);
  4. I figli del lockdown (22-27 anni, “Generazione Covid”, transizione scuola-lavoro frenata);
  5. I talenti del mismatch (20-29 anni, laureati o specializzati, ma senza occupazione stabile).

Comprendere questa diversità è essenziale per creare interventi personalizzati ed efficaci.

Come si possono coinvolgere i NEET in progetti o attività?

Al fine di poter coinvolgere i NEET in progetti e attività, è necessario mettere in campo una serie di  azioni mirate. A partire da un percorso di orientamento precoce e personalizzato attraverso colloqui individuali per far emergere talenti e interessi.

È poi necessario implementare una formazione flessibile e modulare, fatta di percorsi brevi, pratici e in linea con i fabbisogni delle imprese locali.

Sono strategiche le partnership scuola-territorio per consentire di sviluppare programmi di mentoring, attività extracurricolari e il dialogo con il settore pubblico. È inoltre essenziale il supporto psicosociale e il benessere emotivo promosso attraverso tutoraggio, coaching motivazionale, attività espressive, ascolto e accompagnamento psicologico come strumenti per riattivare l’autoefficacia e la fiducia nel futuro.

Infine riveste un ruolo cruciale l’educazione alla ricerca attiva del lavoro incentivata da percorsi per migliorare la consapevolezza delle proprie competenze, costruire CV e affrontare un colloquio, con un focus sull’autonomia nel gestire l’accesso ai servizi e al mondo del lavoro.

Gli interventi di Andrea Bocelli Foundation applicano proprio questi principi attraverso una governance multilivello, ovvero la collaborazione con enti pubblici, con comunità educative e con il terzo settore, il radicamento territoriale e il monitoraggio costante dei risultati.

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