Diritti dei bambini: cosa stabilisce la Convenzione ONU

I diritti dei bambini riconoscono ogni bambino come individuo con necessità, aspirazioni e un potenziale da proteggere.

A sancirlo ufficialmente per la prima volta è stata la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia che, adottata nel 1989, rappresenta un pilastro fondamentale nella promozione e nella tutela dei diritti dei minori a livello globale.

In questo articolo, esploreremo i principi e i diritti sanciti dalle Nazioni Unite, vedremo quali sono le nuove sfide che i bambini devono affrontare oggi e quali le azioni messe in campo da Andrea Bocelli Foundation a supporto dei diritti dei bambini.

In cosa consistono i diritti dei bambini

I diritti dei bambini sono diritti fondamentali che riconoscono a ogni minore la possibilità di crescere, svilupparsi e vivere in un ambiente protetto, sano e stimolante. Questi diritti non attengono esclusivamente alla mera protezione fisica, ma comprendono anche il benessere psicologico, emotivo, sociale ed educativo.

La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia , adottata nel 1989 e ratificata da 196 Paesi (tutte le Nazioni aderenti all’ONU ad eccezione degli USA) è il trattato internazionale che sancisce e mira a garantire i diritti di tutti i bambini, indipendentemente dall’estrazione sociale, culturale, etnica o religiosa, riconoscendo la loro vulnerabilità e la necessità di misure di tutela speciali.

La Convenzione stabilisce che ogni bambino ha diritto a una vita dignitosa, alla protezione dalla violenza e dallo sfruttamento e all’accesso a un’educazione di qualità. Afferma inoltre il diritto dei bambini di esprimere le proprie idee, di partecipare alla vita culturale e di essere rispettati come individui con opinioni proprie.

La Convenzione impone agli Stati membri l’obbligo di adottare misure legislative e amministrative che ne garantiscano l’attuazione e di monitorarne l’efficacia attraverso report periodici.

Cosa dice la Convenzione sui diritti dell’infanzia

La Convenzione sui diritti dell’infanzia stabilisce che a ogni bambino, indipendentemente dalle circostanze in cui vive, siano riconosciuti diritti fondamentali che ne tutelino l’integrità fisica, emotiva, sociale e culturale. Per la prima volta i bambini sono considerati come personalità indipendenti, che hanno le proprie opinioni e possono esprimerle.

La Convenzione vuole inoltre promuovere il pieno coinvolgimento dei minori nella società, consentendo loro di crescere in un ambiente che ne favorisca il pieno sviluppo personale e comunitario.

Il trattato si compone di 54 articoli, suddivisi in 3 sezioni principali relative ai diritti generali, ai diritti specifici e alle modalità di monitoraggio e attuazione e poggia su 4 principi fondamentali che devono essere applicati per tutte le decisioni che riguardano i bambini. Vediamo nel dettaglio quali sono.

I 4 principi fondamentali

I 4 principi fondamentali su cui si basa la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia sono:

  1. Diritto alla non discriminazione.L’articolo 2garantisce che i diritti siano riconosciuti a tutti i bambini “senza distinzione di sorta e a prescindere da ogni considerazione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere del fanciullo o dei suoi genitori o tutori legali, dalla sua origine nazionale, etnica o sociale, dalla sua situazione finanziaria, dalla sua incapacità, dalla sua nascita o da ogni altra circostanza”;
  2. Priorità del superiore interesse del bambino. L’articolo3 stabilisce che “In tutti gli atti riguardanti i minori, siano essi intrapresi da istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, tribunali, autorità amministrative o organi legislativi, l’interesse superiore del minore deve essere una considerazione preminente”;
  3. Il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo è espresso nell’articolo 6 che impegna gli Stati membri a impegnarsi per garantirlo nella massima misura possibile;
  4. Il diritto all’ascolto e alla partecipazione. L’articolo 12 afferma che “Gli Stati parti garantiscono al fanciullo capace di discernimento il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa, le opinioni del fanciullo essendo debitamente prese in considerazione tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità”.

Questi principi rappresentano il fulcro intorno al quale ruotano l’interpretazione e l’applicazione dei diritti sanciti dalla Convenzione a livello globale.

Quali sono i 10 diritti fondamentali

La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia stabilisce numerosi diritti di cui ogni bambino dovrebbe godere che possono essere riassunti in 10 diritti fondamentali ovvero:

  1. Il diritto all’uguaglianza senza distinzione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di qualsiasi altra condizione;
  2. Il diritto alla salute, garantito solo laddove i minori ricevano un’alimentazione adeguata, accesso all’ acqua potabile e a cure sanitarie appropriate in caso di malattia;
  3. Il diritto all’istruzione. La Convenzione stabilisce che l’istruzione primaria deve essere obbligatoria e gratuita per tutti i bambini. Promuove inoltre l’accesso a diverse forme di istruzione secondaria, si impegna a rendere l’istruzione superiore accessibile in base alle capacità individuali e a fornire orientamenti educativi e professionali per tutti i minori.
  4. Il diritto al gioco, al riposo e al tempo libero e ad attività ricreative in base alla propria età. I bambini devono anche poter partecipare liberamente alla vita culturale e artistica;
  5. Il diritto alla libertà di espressione che include la libertà di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso qualsiasi mezzo a scelta del bambino;
  6. Il diritto alla protezione dalla violenza intesa come ogni forma di lesione o di brutalità fisica o mentale, di abbandono o di negligenza, di maltrattamento o di sfruttamento;
  7. Il diritto alla protezione e la cura dei bambini coinvolti in un conflitto armato;
  8. Il diritto alla protezione dallo sfruttamento economico e a non essere costretti a svolgere alcun lavoro che sia rischioso o che possa porre a repentaglio la loro educazione o nuocere alla salute o allo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale.
  9. Il diritto alle cure parentali di entrambi i genitori anche se separati;
  10. Il diritto a un’assistenza speciale in caso di disabilità per garantire ai minori disabili gli stessi diritti di tutti gli altri.

L’impatto globale della Convenzione

Come abbiamo già detto, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia è stata ratificata da 196 Paesi, ovvero l’unanimità ad esclusione degli Stati Uniti. Un numero straordinariamente alto che dimostra l’impegno globale verso la protezione e il benessere dei bambini.

Questo trattato è stato riconosciuto come uno degli strumenti più efficaci per promuovere i diritti dei minori e, negli anni, ha esercitato una forte influenza sulle leggi nazionali dei diversi Paesi.

Ogni Stato firmatario è infatti obbligato ad adeguare le proprie leggi e politiche in conformità con i principi e i diritti sanciti dal trattato.

A livello generale, dall’entrata in vigore della Convenzione sono stati compiuti molti passi avanti. Ad esempio, dal 1990, grazie anche alla diffusione dei vaccini, la mortalità infantile si è dimezzata, come anche il numero dei bambini denutriti.

Tuttavia, la strada sembra essere ancora lunga se si tiene in considerazione, solo per dare numero, che, nel mondo, più di 400 milioni di minori vivono in aree di conflitto, circa 5,7 milioni soffrono la fame e oltre 1 miliardo vive in zone ad alto rischio di crisi climatiche.

Altro dato allarmante riguarda i milioni di bambini che non vedono ancora riconosciuto il diritto all’istruzione.

Organizzazioni che promuovono i diritti dei bambini

menzionare alcune organizzazioni e il ruolo delle istituzioni

A livello globale, esistono numerose organizzazioni internazionali e istituzioni impegnate nella promozione e protezione dei diritti dei bambini.

Tra queste vanno in primis annoverate proprio le Nazioni Unite. In particolare, l’Agenda 2030 vede gran parte dei suoi obiettivi incidere direttamente sui diritti dei minori, attraverso la lotta alla povertà, l’accesso a un’istruzione equa e inclusiva, la tutela della salute e la protezione da abusi e discriminazioni.

Il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia, invece, è un organo di esperti incaricato di monitorare l’attuazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia da parte degli Stati membri, offrendo raccomandazioni su come migliorare la protezione e il benessere dei bambini.

Inoltre, organizzazioni come l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’International Labour Organization (ILO) si concentrano sul miglioramento delle condizioni di vita dei minori, affrontando temi come la salute infantile, la sostituzione del lavoro minorile e la protezione dalla violenza e sfruttamento.

In questo scenario globale merita senz’altro di essere menzionato il Terzo Settore.

Gli enti del Terzo Settore, come Andrea Bocelli Foundation, infatti, operano spesso in stretta sinergia con le istituzioni internazionali e nazionali, fornendo interventi diretti sul campo, promuovendo l’educazione, l’assistenza sanitaria e la protezione dell’infanzia.

Esercitano inoltre un’importante funzione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e spingono sulle politiche governative per garantire che le normative siano attuate in modo efficace e rispondano alle reali necessità dei bambini.

La situazione in Italia

L’Italia ha ratificato la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia nel 1991, con la legge 176/1991.

Tale legge ha aperto le porte a tutta una serie di misure a favore dei diritti dei bambini. Tra queste, la creazione del Garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA), un organo indipendente che ha il compito di promuovere la cultura dei diritti dei bambini e monitorare la corretta applicazione delle leggi in questa materia.

Nonostante i passi avanti compiuti negli anni, anche in Italia permangono ancora tante sfide legate ai diritti dell’infanzia.

La povertà educativa e l’abbandono scolastico sono ancora fenomeni preoccupanti, soprattutto nelle regioni del sud Italia.

Dati preoccupanti arrivano anche dalla Terza Indagine Nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia, condotta su mandato dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e realizzata da Cismai e Terre des Hommes. I dati evidenziano che su 374.310 minorenni seguiti dai Servizi Sociali, 113.892 sono vittime di maltrattamento, pari a 304 ogni 1.000 bambini, con un incremento rispetto ai 193 ogni 1.000 registrati nella precedente indagine. Il maltrattamento è aumentato del 58%, con punte del 100% al Sud. Questi numeri sollevano interrogativi sul reale impegno del Paese nel contrastare e prevenire questo fenomeno.

Diritti dei bambini e nuove sfide

Oltre alla povertà educativa e ai maltrattamenti di cui abbiamo appena parlato, emergono continuamente nuove sfide che richiedono un impegno costante per adeguare le politiche e le pratiche a realtà in evoluzione.

Tra queste, quelle legate alle tecnologie digitali e al cyberbullismo. I bambini e gli adolescenti sono infatti sempre più vulnerabili a forme di violenza psicologica e intimidazioni che si svolgono online.

C’è poi il fenomeno migratorio che, con il crescente numero di minori non accompagnati, pone una delle sfide più gravi per la protezione dei diritti dei bambini, maggiormente esposti ad abusi e sfruttamento.

Come educare i bambini ai propri diritti

Educare i bambini ai propri diritti significa innanzitutto renderli consapevoli di questi diritti ed è un passaggio fondamentale per consentire loro di riconoscerli e di esigerne il rispetto.

La famiglia è il contesto fondamentale per l’educazione ai propri diritti e a quelli degli altri, attraverso la creazione di un ambiente che promuova il rispetto, la sicurezza e l’ascolto, che li incoraggi a esprimere liberamente la propria opinione e che li coinvolga nei processi decisionali che li riguardano.

Insieme alla famiglia, anche il ruolo della scuola è indispensabile e può essere portato avanti ad esempio, tramite attività didattiche interattive, giochi di ruolo e progetti collaborativi, attraverso i quali affrontare concetti come la non discriminazione, la protezione dalla violenza e la libertà di espressione.

I progetti di ABF

Nel perseguimento della propria mission “Empowering people and communities”, Andrea Bocelli Foundation crea e sviluppa una pluralità di progetti educativi per promuovere i diritti dell’infanzia, nella convinzione che l’istruzione e l’educazione rappresentino il principale strumento di emancipazione per le future generazioni.

Proprio per questo, dal 2011, ABF realizza progetti educativi a favore del diritto all’istruzione nel mondo, in linea con l’obiettivo 4 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Ne è un esempio ABF Digital Lab, il progetto che mira a favorire i contesti di apprendimento che promuovono l’interazione, la comunicazione e la relazione, attraverso le nuove tecnologie digitali.

ABF Digital Lab si sviluppa sia all’interno degli ospedali della rete AOPI (Associazione Ospedali Pediatrici Italiani) per garantire un’istruzione di qualità ai bambini ospedalizzati, sia nelle scuole ricostruite dalla Fondazione dopo il sisma che ha colpito le Marche nel 2016.

Sempre in linea con il goal 4, ABF è presente in 6 scuole in Haiti, garantendo un’istruzione equa e di qualità e un rifugio sicuro dai pericoli della delinquenza a oltre 3.600 studenti.

Educazione ma non solo. Sempre in Haiti, nel perseguimento dell’obiettivo 6 dell’Agenda 2030, dal 2013, grazie al progetto ABF Water Truck, ogni giorno i camion cisterna della Fondazione distribuiscono 24.000 galloni d’acqua pulita a oltre 400.000 persone nelle baraccopoli di Cité Soleil. Un supporto importante per i bambini haitiani che, insieme agli anziani, sono i soggetti più vulnerabili e più esposti alle gravi conseguenze della disidratazione e della mancanza di igiene.

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