Esiste una forma di povertà che, pur essendone condizionata, va oltre il concetto di povertà economica. È la povertà educativa. E a pagarne le conseguenze sono i bambini, i giovani e, come diretta conseguenza, gli individui e le comunità di domani.
In questo approfondimento spiegheremo cos’è la povertà educativa, quali sono le principali cause e quali i possibili strumenti per combatterla.
Vedremo infine quali sono i progetti che Andrea Bocelli Foundation porta avanti per contrastare questa forma di povertà nei contesti più vulnerabili in Italia e nel mondo.
Cos’è la povertà educativa
La povertà educativa è una condizione in cui l’infanzia e l’adolescenza vengono private delle opportunità fondamentali per apprendere, esplorare il mondo, scoprire le proprie potenzialità e costruire il proprio futuro con consapevolezza e libertà.
Tale condizione, che solo in Italia riguarda circa 1 milione e 295 mila bambini e ragazzi,pari al 13,8% del totale, si manifesta quando bambini, bambine e adolescenti crescono senza avere accesso a quelle esperienze formative, a quegli stimoli culturali e a quelle occasioni che consentono loro di coltivare competenze, passioni e aspirazioni personali.
Pur essendone parte integrante, la mancanza di un’adeguata istruzione a livello scolastico, non è l’unica componente della povertà educativa.
Quest’ultima infatti si riferisce a un fenomeno multidimensionale, frutto del contesto familiare, economico e scolastico e che riguarda sia le competenze cognitive che non. Si riferisce dunque anche alle competenze relazionali ed emotive che i giovani hanno o meno l’opportunità di sviluppare.
Giusto per fare qualche esempio, si parla di povertà educativa quando un bambino che vive in un’area interna, priva di scuole dell’infanzia o con trasporti pubblici inadeguati, non può frequentare la scuola regolarmente. Oppure quando i ragazzi sono costretti a interrompere gli studi dopo la scuola media per contribuire economicamente al reddito familiare. In entrambi i casi si assiste a una limitazione del diritto all’istruzione.
C’ è povertà educativa quando i bambini non hanno mai visitato un museo, una biblioteca o partecipato ad attività laboratoriali, artistiche o musicali. Oppure quando i ragazzi non sanno usare strumenti digitali in modo critico e autonomo, perché non sono stati educati all’uso consapevole della tecnologia.
O quando i bambini crescono in contesti familiari privi di figure adulte in grado di sostenere il loro percorso scolastico o incoraggiarne la curiosità. O, ancora, laddove minori vivono in quartieri ad alta dispersione scolastica e povertà economica, dove anche le opportunità informali (sport, teatro, spazi aggregativi ecc.) sono assenti.
La povertà educativa viene misurata tenendo conto di diversi indicatori. In Italia, l’ISTAT ha individuato 28 indicatori “di deprivazione”, stabiliti dopo aver definito un cut-off di deprivazione per ogni indicatore, ovvero una soglia statistica o normativa che stabilisce quando una condizione è considerata deprivata.
Ad esempio, il target UE prevede che almeno il 45% dei bambini 0-2 anni abbia accesso a un asilo nido. Se un comune è sotto questa soglia, è considerato deprivato.
Altro esempio è l’indicatore di dispersione implicita INVALSI o la deprivazione materiale secondo Eurostat (es. assenza di libri, connessione internet, ecc.). che permette di individuare studenti che formalmente frequentano la scuola, ma non acquisiscono le competenze minime previste.
Quali sono le cause della povertà educativa
Come abbiamo visto, la povertà educativa ha origini multifattoriali, ovvero è la conseguenza di una serie di fattori economici, sociali, culturali e territoriali che si autoalimentano.
Vediamo nello specifico quali sono le principali cause riconosciute dalla letteratura e dalle indagini nazionali ed europee:
- La povertà economica e le disuguaglianze sociali. Le famiglie in condizioni di povertà economica non riescono agarantire ai figli le stesse risorse materiali e le opportunità culturali (quali libri, connessione internet, attività extrascolastiche ecc.) dei loro coetanei che vivono in condizioni economiche migliori;
- Il livello di istruzione dei genitori. I figli di genitori con un basso titolo di studio hanno, generalmente, minori probabilità di raggiungere un livello educativo elevato, a causa di fattori come la mancanza di orientamento, la scarsa familiarità con il sistema scolastico, una bassa autostima o aspettative ridotte;
- La carenza nell’accesso ai servizi educativi nella prima infanzia. In questo senso, soprattutto in aree geografiche come il Sud Italia, l’insufficiente copertura degli asili nido, riduce la possibilità di un avvio precoce e positivo del percorso educativo.
- La carenza di offerta culturale nel territorio di residenza limita in maniera significativa l’accesso alle opportunità e, spesso, va di pari passo con la marginalità economica;
- Contesti familiari fragili o poco supportivi,come le famiglie monogenitoriali, con più figli e in situazioni di indigenza economica, oltre a ridurre concretamente le opportunità dei figli, aumentano il rischio di disimpegno scolastico e disagio emotivo;
- La scarsa qualità dell’offerta educativa che non riesce a colmare i divari sociali quanto, piuttosto, li amplifica.
In conclusione, la povertà educativa è il frutto di una serie di sistemi familiari, economici, sociali ed educativi. Fattori che, di fatto, precludono a bambine, bambini, ragazze e ragazzi l’accesso a pari opportunità, ostacolando dunque il processo di empowerment di individui e comunità.
Soluzioni per il contrasto della povertà educativa
Contrastare la povertà educativa significa mettere in campo una serie di interventi che agiscano su più livelli – individuale, familiare, comunitario e istituzionale – che permettano di colmare i numerosi gap che impediscono a tanti bambini e ragazzi di esprimere a pieno il proprio potenziale.
Le possibili soluzioni per combattere la povertà educativa riguardano:
- Il miglioramento della qualità della scuola e dei servizi educativi, offrendo a bambini e ragazzi scuole accoglienti, complete e stimolanti, fin dalla prima infanzia. Questo può significare, ad esempio, prevedere delle attività extracurricolari gratuite come sport, musica, teatro, laboratori artistici o scientifici.
- La formazione dei docenti nella direzione di una didattica più inclusiva, di metodi didattici partecipativi che rendano gli alunni protagonisti attivi dell’apprendimento e di potenziamento delle competenze trasversali come il pensiero critico, la collaborazione e la creatività.
- La promozione di una didattica laboratoriale e inclusiva che consenta di apprendere attraverso linguaggi differenti.
- Il contrasto dell’abbandono scolastico e della perdita di apprendimento attraverso, ad esempio, iniziative di orientamento che permettano agli studenti di coltivare le proprie potenzialità e scoprire cosa vogliono fare.
- La promozione di patti educativi di comunità tra scuole, famiglie, enti locali e Terzo Settore. In particolare, il Terzo Settore, di cui Andrea Bocelli Foundation fa parte, può svolgere un ruolo fondamentale nella lotta alla povertà educativa attraverso lo sviluppo di progetti educativi costruiti ad hoc su ogni contesto in cui vengono realizzati.
- La trasformazione delle scuole in presìdi di comunità, ovvero in luoghi, non solo di istruzione, ma anche di relazione e di incontro per tutta la comunità per mezzo di ambienti multifunzionali e spazi accessibili anche al di fuori dell’orario scolastico.
Per contrastare la povertà educativa, è dunque necessario moltiplicare le occasioni di apprendimento sia formale che informale, promuovendo la cultura, la socialità e il benessere.

I progetti di ABF
Dal 2011, Andrea Bocelli Foundation realizza progetti educativi in linea con l’Obiettivo 4 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite che mira ad assicurare un’istruzione di qualità equa e inclusiva e a promuovere opportunità di apprendimento per tutti.
La lotta alla povertà educativa rappresenta il filo conduttore che attraversa ogni progetto promosso e portato avanti da ABF. Restituire a bambine, bambini e giovani, in particolare a coloro che vivono in territori fragili e svantaggiati, il diritto di crescere, apprendere e costruire il proprio futuro, è infatti l’impegno che sottende la mission della Fondazione “Empowering people and communities”.
In ogni intervento implementato da Andrea Bocelli Foundation, dalla ricostruzione delle scuole nei territori del Centro Italia colpiti dal sisma del 2016, all’accesso all’educazione nei contesti più vulnerabili, ogni progetto nasce per offrire strumenti, spazi e opportunità a chi ne è privo. E lo fa attingendo da una pluralità di linguaggi, quali quello dell’arte, della musica e dei nuovi linguaggi digitali.
Tra gli interventi più significativi in questo senso, ricordiamo le 6 scuole e i progetti educativi ABF in Haiti, un territorio colpito da una grava crisi umanitaria, dove la scuola diventa un rifugio sicuro dai pericoli della delinquenza e l’unica possibilità di empowerment per le future generazioni.
Con i programmi ABF Edu e ABF Edu-Care, la Fondazione promuove didattiche innovative co-progettando con i docenti in loco contesti di apprendimento che favoriscono l’interazione, la comunicazione, la relazione, la scoperta e il potenziamento dei talenti di ciascun bambino, attraverso i linguaggi di arte, musica e digitale.
E lo fa, sia all’interno degli Ospedali pediatrici afferenti alla rete AOPI (Associazione Ospedali Pediatrici Italiani) per garantire un’istruzione di qualità anche ai bambini ospedalizzati, sia all’interno delle scuole frutto della ricostruzione post sisma, trasformate in veri centri di aggregazione per l’intera comunità.
C’è invece la musica al centro del programma educativo ABF Voices of. Attraverso la creazione di cori regionali nelle zone più vulnerabili del mondo, bambine e bambini, ragazze e ragazzi hanno la possibilità di scoprire e coltivare i propri talenti.
Per i giovani tra i 16 e i 25 anni alla ricerca di opportunità di crescita, di orientamento e formazione, il programma educativo ABF Globalab mette a disposizione progetti e strumenti concreti per promuovere lo sviluppo di competenze trasversali preziose per costruire il proprio futuro con maggiore consapevolezza.