Non più solo attori economici focalizzati sul profitto ma veri e propri agenti di cambiamento in grado di promuovere il benessere collettivo. È questo il cambio di paradigma a cui si è assistito negli ultimi decenni e che ha portato all’introduzione del concetto ormai consolidato di Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI), nota anche come Corporate Social Responsibility (CSR).
La RSI si riferisce dunque a implicazioni di natura etica nei confronti degli stakeholder interni ed esterni di un’azienda, che entrano a far parte della sua visione strategica complessiva. Ma cosa significa esattamente Responsabilità Sociale d’Impresa? Lo spiegheremo in questo approfondimento.
RSI: definizione e principi
Di fatto la Responsabilità Sociale d’Impresa esprime l’impegno delle aziende ad agire in modo etico, responsabile e sostenibile, a vantaggio del contesto socio-economico in cui operano.
Nonostante si tratti di un concetto emerso prepotentemente negli ultimi decenni, a parlarne per la prima volta fu, nel 1953, l’economista statunitense Howard R. Bowen. Nel suo libro “Social Responsibilities of the Businessman” sottolineava l’importanza che le aziende adottassero decisioni che rispondessero anche ai valori e agli obiettivi della società.
Da quel momento in avanti sono stati molti gli studiosi e i teorici che hanno ripreso e interpretato il concetto di RSI.
La sua diffusione nell’accezione attuale si deve tuttavia all’Unione Europea che nel 2001, nel “Libro Verde della Commissione Europea” definiva la responsabilità sociale come: “L’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali e ambientali delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei rapporti con le parti interessate“.
Con la successiva Comunicazione del 25 ottobre 2011 (n. 681), la Commissione Europea ha ridefinito la Responsabilità Sociale d’impresa come la “Responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società“.
L’Unione Europea afferma che, per essere socialmente responsabili, le imprese si devono attivare per integrare le questioni sociali, ambientali, etiche, i diritti umani e le esigenze dei consumatori all’interno delle operazioni commerciali e nelle loro strategie.
L’obiettivo deve essere quello di creare un valore condiviso, non solo tra l’azienda e i soggetti interessati ma per la società in generale.
La CSR sposa i 10 principi del Global Compact delle Nazioni Unite che riguardano, tra l’altro, il rispetto dei diritti umani, l’eliminazione di ogni discriminazione in materia di lavoro, l’adozione di iniziative per promuovere una maggiore responsabilità ambientale e l’impegno nel contrastare la corruzione.
Perché le aziende fanno responsabilità sociale
La Corporate Social Responsibility è strettamente interconnessa con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030. Entrambi mirano infatti a promuovere un modello di sviluppo equo, sostenibile e inclusivo.
La Responsabilità Sociale è dunque uno strumento in mano alle imprese per contribuire al raggiungimento degli SDGs, attraverso l’integrazione di pratiche sostenibili e responsabili nei propri modelli di business.
Ricordiamo che si tratta di una scelta volontaria dell’imprenditore, al di là dell’obbligo di legge, e che, per essere riconosciuta deve essere documentata. Ad esempio attraverso la redazione del bilancio sociale oppure sottoponendosi alla valutazione di organizzazioni indipendenti per il rilascio di certificazioni secondo la norma SA8000 e ISO 14000.
Integrare la RSI nella propria strategia non è solo un atto etico e di responsabilità delle aziende, ma offre loro anche dei vantaggi concreti che approfondire tra poco.
In generale, come sostenuto nella Comunicazione n.681 della Commissione Europea citata in precedenza “Affrontare il tema della responsabilità sociale delle imprese è nell’interesse delle imprese”.
Un approccio strategico rispetto alla RSI si traduce infatti in un vantaggio competitivo con benefici anche in termini di gestione del rischio, di riduzione dei costi, di facilità di accesso al capitale, di relazioni con i clienti, di gestione delle risorse umane e di capacità di innovazione.
RSI e organizzazioni non profit
Da quanto abbiamo spiegato finora è evidente il legame che esiste tra la Responsabilità Sociale d’Impresa e il mondo delle organizzazioni non profit. Queste ultime rappresentano infatti uno dei principali soggetti partner attraverso cui le aziende possono trasformare il loro impegno in azioni concrete e di valore sociale.
Un’impresa socialmente responsabile può, ad esempio, decidere di sostenere il terzo settore attivando una collaborazione strutturata con un ente filantropico operante in settori chiave per lo sviluppo sostenibile.
Le aziende che decidono di affiancare Andrea Bocelli Foundation, apportano un contributo essenziale alla mission della Fondazione “Empowering people e communities”, supportando progetti che riguardano l’istruzione, la salute e l’inclusione sociale.
Un’azienda che si impegna nel patrocinio o nella co-creazione di progetti sociali con un’organizzazione no profit ne sposa i valori, incorporandoli come parte integrante della sua identità di brand. Come abbiamo detto, questo si traduce in un valore tangibile nei confronti degli stakeholder (dipendenti, clienti, investitori).
Modalità di collaborazione
La partnership tra le aziende e le organizzazione non profit per la Responsabilità Sociale d’Impresa può assumere forme diverse tra cui:
- L’erogazione liberale, ovvero una donazione spontanea a favore di enti o progetti;
- La vendita di beni e/o servizi a prezzi agevolati;
- Il coinvolgimento dei dipendenti in progetti di volontariato d’impresa, campagne di payroll giving o per la destinazione del 5×1000;
- Il trasferimento di competenze e know-how specifici;
- L’attivazione di strumenti di corporate fundraising.
Come abbiamo anticipato, esiste un legame stretto tra Responsabilità Sociale d’Impresa e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Non a caso, molte aziende supportano organizzazioni impegnate proprio nel raggiungimento degli SDGs.
Le aziende partner di Andrea Bocelli Foundation, ad esempio, profondono il loro impegno, permettendo alla Fondazione di amplificare il suo impatto verso il raggiungimento di una pluralità di Sustainable Development Goals.
L’obiettivo 4, ovvero quello di assicurare, attraverso i suoi progetti e programmi un’istruzione di qualità equa e inclusiva; l’obiettivo 6, che mira a garantire a tutti l’accesso all’acqua potabile e strutture igienico sanitarie adeguate, e l’obiettivo 11 per contribuire a rendere le città più inclusive.
Vantaggi derivanti
Questa integrazione tra RSI e settore non profit crea un modello condiviso e virtuoso in cui tutti vincono. Le organizzazioni non profit ottengono le risorse, le competenze e la stabilità necessarie per ampliare e rafforzare il proprio contributo.
Le aziende rafforzano la loro reputazione, fidelizzano clienti e talenti e aumentano la propria competitività nel mercato. La collettività beneficia di progetti concreti che migliorano la qualità della vita, promuovono la sostenibilità e contribuiscono al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
Entrando nello specifico dei vantaggi per le imprese, possiamo riassumerli in:
- Una migliore brand reputation;
- Una maggior fidelizzazione dei propri clienti/consumatori che apprezzano e prediligono aziende responsabili;
- Il rafforzamento del legame con dipendenti, partner e istituzioni;
- L’accesso a nuovi mercati e finanziamenti.
In ultimo ma non per importanza, in molti Paesi (Italia inclusa) le donazioni e le attività di RSI possono beneficiare di agevolazioni fiscali.
Consigli per attivare i programmi di RSI
Implementare un programma di Responsabilità Sociale d’Impresa va oltre la semplice filantropia e necessita di una vera e propria integrazione della sostenibilità nelle proprie strategie aziendali.
Innanzitutto è essenziale attivare un programma che sia coerente con la mission e i valori aziendali e che deve dunque risultare credibile e integrato nella cultura aziendale stessa. Affinché questo sia possibile è necessario:
- Identificare le priorità sociali (o ambientali) più rilevanti per l’azienda;
- Coinvolgere il management e gli stakeholder interni ed esterni per identificare le aree di maggiore impatto;
- Promuovere una una cultura della responsabilità sociale all’interno dell’azienda;
- Scegliere iniziative ad alto impatto e misurabili;
- Selezionare progetti in cui l’azienda può davvero apportare un valore concreto;
- Prediligere partnership strategiche con enti non profit già radicati sul territorio;
- Raccontare le iniziative attraverso case study, report di sostenibilità e storytelling autentico.
Quello che è importante sottolineare è che, seppur si traduca anche in una leva di marketing, la RSI non deve essere solo un’operazione di marketing. Si tratta di un percorso che deve coinvolgere dipendenti, clienti, fornitori e comunità locali e che deve garantire la massima trasparenza sui dati e sui progressi per essere autentica e credibile.